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Veltroni corre da solo. Anzi no. |
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Una volta eletto segretario politico nazionale del Partito Democratico Veltroni aveva dichiarato di correre da solo invitando Berlusconi a fare altrettanto. Forte del successo avuto con le primarie del 14 Ottobre 2007, eletto dal 76% dei votanti, dichiarò di candidarsi a premier con il suo Pd. Da solo, senza nessun altro. Sembra però che con l’avvicinarsi delle elezioni abbia già cambiato idea: l’ex sindaco di Roma ha stretto alleanze con l’Italia dei Valori di Di Pietro e con i Radicali. Alleanze con partiti che la pensano diversamente formando una piccola coalizione eterogenea, proprio quello che aveva intenzione di evitare Veltroni. Un Pd che in realtà è già eterogeneo al suo interno: accanto alla cattolicissima Paola Binetti c’è l’ateo e notoriamente molto critico verso il Vaticano Piergiorgio Odifreddi; accanto all’operaio superstite della Thyssen-Krupp di Torino c’è l’industriale Matteo Colannino, figlio di Roberto. Adesso c’è anche Emma Bonino che dovrà vedersela con l’ala cattolica del Partito Democratico. Di Pietro poi per forza di cose dovrà andare d’accordo con i Radicali e con i Polito di turno, cui già avuto qualche scontro non da poco quando era in vita il governo Prodi dove veniva accusato di”giustizialismo”. Un esempio lampante è stato quando l’ex pm di Mani Pulite ha dichiarato che “Mediaset deve avere una sola rete e bisogna mandare rete4 sul satellite rispettando la sentenza della Corte europea su Europa7, dando quindi le frequenze a quest’ultima”. I leader del Partito Democratico si sono subito affrettati a dichiarare che “il programma sulla comunicazione già è stato stilato” ed è completamente diverso da ciò che pensa Di Pietro. Non prevede, infatti, rete4 sul satellite. Bertinotti a questo proposito ha sostenuto che “il PD, mosso dall’ambizione di manifestare l’orgoglio di andare da soli, sta lasciando il posto a un’idea di coalizione. Il Pd da un lato si copre sul versante dell’antipolitica con l’ingresso di Di Pietro e dall’altro si apre a presenze radicali”.
Raffaele Zanfardino |
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