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Nessuno tocchi il mio tesoretto!
Stavolta serve un ladro gentiluomo, non il solito furbetto che rubi per il solo beneplacito delle proprie tasche, ma un Robin Hood che lo faccia in nome della collettività. Quando si parla di spesa pubblica le solite anime divergenti sembrano esprimesi all'unisono "la spesa pubblica va' salvaguardata". Malgrado tutto ciò quando, poi, scendiamo nelle specifiche richieste di ogni singolo partitello ci accorgiamo che il suddetto è proprio l'ultimo degli obiettivi preposti. Proprio qualche minuto fa è apparsa su Repubblica una grande scritta, degna della precedente "LIBERATO MASTROGIACOMO", solo che stavolta è leggermente diversa: "PRODI: E' DOVEROSO ABOLIRE LO SCALONE" A quanto pare lo avrebbe affermato al tg 3. Così vengono soffocati i precedenti sospiri di sollievo di chi non vuol andare verso un debito ancora più oneroso, ed allo stesso tempo vengono alimentate le euforie dei sindacati, con tutti gli annessi ed i connessi. Ma come, mi viene da domandarmi, proprio Prodi, europeista convinto, non segue i consigli di Almunia? Adesso vorrebbe pure usare il preziosissimo "tesoretto" come tappa-buchi? Una dichiarazione degna della precedente "Ladies and Gentleman, abolirò l'ICI" definitivamente accolta con un po' meno entusiasmo circense. Eh si, l'Italia è una bella Signora ma, come è ben noto (specialmente a Prodi che non ha dato il portafoglio a nessun ministro donna), come molte lussuose donzelle, non riesce ad impiegare correttamente le "sommette" affidategli. La Signora Italia non è che una spendacciona, invece di comprarsi l'altro stivale, continua a sperperare fondi nell'ennesima ed inutile chincaglieria. Occorre rubare il tesoretto! Scene da Oceans 12, 13 o 13-bis (visto che si è smentita l'ipotesi di un 14). Che Veltroni possa essere il furfante in questione? Walter ha forse l'abilità di corteggiarla o di invitarla a cena, ma dubito che il suo buonismo possa permettergli di sottrarle veramente il portafoglio. Insomma un leader per tutte le stagioni, ma che non farà mai la differenza, soprattutto poiché estremamente lontano dalla machiavellica descrizione del leader ideale. Ormai abbiamo capito che se vogliamo realmente salvaguardare la spesa pubblica dobbiamo sperare in Robin e non in un Walter. C'era un certo John Maynard che diceva che la spesa pubblica, tanto era più alta, tanto più incrementava il reddito della nazione.... vorrei sentire cosa direbbe se invece di esser nato nel 1883 a Cambridge, fosse nato nel 1970 in Italia. Siamo di fronte ad uno scialacquamento delle pubbliche risorse con l'unico scopo di tenere un governo, già naturalmente abortito prima del parto, sulla poltrona della Res Publica. Se c'è chi dice che dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna io direi che dietro ad un grande leader ci dovrebbe essere una grande coalizione. Solo così non saremmo vittime di un continuo tira e molla, di improvvisi colpi di scena, ripensamenti e atti propagandistici. Investire ulteriormente in spesa previdenziale, attraverso l'abbassamento dell'età pensionabile, porta ad una miseria diffusa, ad iniquità e ad un ulteriore strozzamento del possibile processo di sviluppo. Che lo Stato si comporti da arbitro, che riformi il calcolo dei contributi, che legiferi sulle questioni di iniquità tra lavoratori, che tuteli le categorie deboli (considerando che una persona non è "categoria debole" semplicemente perché ha lavorato per quasi 40 anni), ma che non interferisca MAI nel sistema economico come, ahimé, da sempre avviene con le relative e tragiche conseguenze.
Ilaria G.
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