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Ex brigatisti:dopo aver ucciso,ora lavorano per lo stato e non solo

 

 Hanno assassinato persone innocenti, hanno gettato nel panico decine di famiglie. Dopo aver fatto ciò ora lavorano per lo Stato, che hanno sempre osteggiato, enti locali, televisioni, giornali e chi più ne ha più ne metta: sono gli ex brigatisti. Quelli che hanno ucciso Aldo Moro e Marco Biagi. Quelli che volevano distruggere lo Stato e ora lavorano per esso. Si passa da Corrado “Federico” Alunni (fondatore delle Br. Cinquantotto anni, stato arrestato nel 1978, da anni è fuori galera e ora lavora in una coop informatica) a Lauro Azzolini, quello che ha avuto tre ergastoli, ha sparato a Montanelli ma ora è libero. Quando era semilibero ha cominciato a lavorare per una associazione no-profit. Il più famoso oggi è Sergio D’Elia, dirigente di Prima linea, che ha scontato 12 anni di carcere e oggi fa parte del partito “La Rosa nel Pugno”: addirittura diventa segretario d’aula di Montecitorio. Non si deve dimenticare Alessandra De Luca, che Bertinotti ha provato a far candidare alle regionali del Lazio ma non ce l’ha fatta. C’è anche chi fa conferenze nelle scuole e università: si tratta di Renato Curcio, ideologo delle Br. Non mancano chi collabora per i giornali: si tratta di Geraldina Coltoti, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, che è impiegata per “Il Manifesto”. Dall’estrema sinistra alla “moderazione” il passo è breve: Marco Solimano, ex di Prima Linea, oggi è consigliere Ds al Comune di Livorno. Anche la TV è contaminata da ex brigatisti: Maurizio Jannelli, capo-colonna romano delle Br, ha lavorato come autore a partire dal 1999. Colmo dei colmi c’è chi lavora per la sicurezza: Eugenio Pio Ghignosi, brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è addetto alla sicurezza per la Direzione Affari Generali dell’Università Roma Tre. Si possono trovare ex brigatisti che partecipano a programmi Mediaset dell’odiato Berlusconi: si tratta di Adriana Faranda che, guadagnata la libertà perché si è dissociata, partecipa al Maurizio Costanzo Show. Inutile dire che si scatenano incredibili polemiche. Ed ecco che, osservando ciò, si fa riferimento alle due domande scomode fatte da Leonardo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br il 10 Febbraio 1986, alla Regione Toscana: Quanti ex terroristi lavorano per la Regione Toscana o per enti collegati a esso? E quante famiglie delle vittime del terrorismo?

 

Raffaele Zanfardino

 

 
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