| La
disinformazione sugli inceneritori |
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Di fronte al problema dei rifiuti grande risonanza sta avendo il “partito pro- inceneritori”. Si sta cercando di far capire, erroneamente, che costruire l’inceneritore ad Acerra in provincia di Napoli vuol dire risolvere tutti i problemi creando attese e aspettative ingiustificate dei campani. Innanzitutto c’è da dire che chi usa il termine termovalorizzatore per indicare questi impianti commette un grave e fuorviante errore.
Infatti, secondo numerosi studi gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto sono il riuso ed il riciclo, mentre l'incenerimento (anche se con recupero energetico) costituirebbe semplice smaltimento ed è dunque da preferirsi alla sola discarica controllata. Non a caso questo termine non viene mai utilizzato dalla normativa europea e italiana. Inoltre il 7% della bolletta dell’Enel viene usata per finanziare proprio questi inceneritori e senza questa tassa sarebbero diseconomici, ovviamente per lo Stato. Senza dimenticare gli effetti che potrebbero avere sulla nostra salute; gli inceneritori trasformano i rifiuti in nanoparticelle tossiche e diossina, producono 650 kg di acque inquinate da depurare e le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
Le malattie derivate da questi impianti sono molto gravi: dal cancro all’infarto passando per l’ictus: a dimostrarlo sono numerosi scienziati. C’è chi obietta però che in prossimità della città di Brescia abbiamo uno degli inceneritori più grandi d’Europa che nell’ottobre 2006 è stato proclamato “miglior impianto del mondo”. Peccato però che l’organismo che è stato chiamato a giudicare, il Waste to Energy Research and Technology Council (promosso dalla Columbia University di New York), annoveri fra i suoi sostenitori e finanziatori la Martin Gmbh, cioè l’azienda che ha costruito l’inceneritore a Brescia e quest’ultimo abbia subito numerose procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea. Ancora, c’è chi si chiede perchè “le più grandi città d’Europa usano gli inceneritori e ad Acerra non può esserne costruito uno?”.
Risposta: in Europa ci sono circa 350 inceneritori e tutti sono accompagnati dalla raccolta differenziata. In Olanda si smaltisce attraverso gli inceneritori il 33% dei rifiuti e il governo ha già dichiarato che vuole abbassare questa percentuale a favore della raccolta differenziata. In Danimarca c’è una percentuale del 33%, in Germania del 20%, in Svezia del 45%, in Austria del 10%. Giusto per fare qualche esempio. Ovviamente non tutti i rifiuti possono essere riciclati: secondo alcuni dati si possono riciclare al massimo il 70% dei rifiuti; il 30% può essere ridotto a un terzo attraverso la bioessicazione. I restanti 2/3 sono rifiuti non tossici che possono essere facilmente smaltiti con piccole spese di gestione, non certamente comparabili agli inceneritori.
Ecco perché l’inceneritore di Acerra non può costituire la salvezza della Campania. Occorre cominciare con la raccolta differenziata e l’inceneritore può essere al massimo una soluzione tampone giusto per far finire l’emergenza che non può durare in eterno.
Raffaele Zanfardino |
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Commenti ( 1 )
Nome: Tony
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Commento: sono daccordo con il fatto che con gli inceneritori non si risolvono i problemi... ma la raccolta differenziata esiste... o almeno è possibile, per quel poco, farla. Anzi aggiungo che non sono da escludere aumenti riguardanti l\'inquinamento, del resto per ora sembra l\'unica via d\'uscita. Non ci scordiamo che il problema dell\'immondizia non è colpa dei campani, ma di qualcosa o \"qualcuno\" che non ci consente di farci vivere in una realtà come quella dei nostri connazionali.