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Impianto israeliano ricicla e trasforma i rifiuti |
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In Israele hanno capito come smaltire i rifiuti. Non usano né l’inceneritore e né la raccolta differenziata porta a porta. Usano un impianto di nuova generazione costruito a poca distanza da Tel Aviv che riceve ogni giorno quasi 3000 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Questo impianto, provvedendo alla separazione dei materiali arrivati, ricicla e valorizza tutto ciò che gli capita a tiro. Il risultato? Da questo impianto si possono ricavare fertilizzanti, metano, biogas e energia elettrica. L’Israele non ha certo il problema di dove mettere i rifiuti ma entro il 2020 sorgerà un grandissimo parco pubblico e l’unico spazio disponibile era dove c’è attualmente una discarica, la più grande del paese. Mentre a Napoli sono state costruite case sui rifiuti gli israeliani hanno fatto di necessità virtù e a Hiriya (una località vicina al fiume Aylon con accanto l’aeroporto Ben Gurion), dove appunto c’è la discarica, si sono rimboccati le maniche. La spazzatura viene caricata in una gigantesca vasca piena di acqua dove, i materiali leggeri, che galleggiano, vengono separati da quelli pesanti, che si depositano sul fondo, e portata nell’immenso impianto di trattamento biologico principale, gestito da una azienda pubblica. Questi materiali vengono recuperati e riciclati, ovviamente eliminando i rifiuti inorganici e rimanendo i rifiuti organici. Dopo aver effettuato questa operazione ci sono alcuni filtri in altre vasche che separano l’acqua, in parte usata per l’irrigazione dei terreni e in parte destinata alla prima vasca per ricominciare il processo, e il materiale biologico, usato come fertilizzante. All’interno dell’impianto principale c’è un impianto di gassificazione dove l’immondizia viene portata a 800 gradi producendo syngas, in parte utilizzato per tenere in vita il sistema e il rimanente usato per produrre energia elettrica. Non è finita. C’è un impianto per le aree umide in cui alcune piante hanno il compito di depurare le acque di scarico, c’è un impianto che riceve e separa materiali come mattini e legna, e ci sono 63 pozzi dove viene messo il biogas prodotto dai materiali interrati che producono 4 megawatt. Alimentando le aziende tessili in quel luogo. Gli australiani hanno già provveduto a copiare gli israeliani e noi, che copiamo sempre tutto, ancora dobbiamo pensare a farlo.
Raffaele Zanfardino |
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