Un po’ di luce sul caso Mastella
 
 

Si è detto di tutto e di più sugli arresti domiciliari inflitti alla moglie di Mastella, Sandra Lonardo. Si è parlato di “persecuzione giudiziaria, giustizia ad orologeria” e, dopo aver dato le dimissioni, l’ex ministro Mastella ha avuto l’applauso di tutto il Parlamento. “L’applauso della casta”  l’ha definito Di Pietro. Clemente è andato subito a rifugiarsi a Porta a Porta e ha potuto fare il suo monologo contro i giudici. Solo quelli cattivi, però, non certo quelli che ha nominato il 15 gennaio, suo ultimo giorno da Guardasigilli, per il comitato direttivo della Scuola della Magistratura di Benevento, composto da 5 persone: fra queste, c’è anche l’avvocato suo e della moglie, Titta Madia, e un pm di Santa Maria Capua Vetere, dove risiede il Tribunale che dovrà giudicarlo. Tutto si è fatto, tranne che entrare nel merito delle accuse. L’ordinanza parla di “concorsi pubblici vinti non dai candidati meritevoli, ma esclusivamente da quelli sponsorizzati da Camilleri (il consuocero di Mastella nda) e dal suo partito” attraverso “ falsificazione delle graduatorie”. Se queste accuse dovessero essere confermate si tratterebbe certamente di abuso d’ufficio, il reato di chi viola le leggi per arrecare danni o vantaggi ad altri in modo ingiustificato. Altra accusa:”cause aggiustate al Tar e la Consiglio di Stato”, tramite giudici compiacenti. Anche questo è un reato poiché la legge deve essere uguale per tutti.  Inoltre si parla di primari “nominati dai direttori generali dell’Asl non in base a capacità professionali, ma di indicazioni fornite da esponenti Udeur”: anche questo è abuso d’ ufficio, poiché per fare il primario bisogna avere dei requisiti, non certamente politici. Si parla di intercettazioni ininfluenti: beh, c’è una intercettazione in cui Mastella dice:”Noi non teniamo un ginecologo?” quando viene a sapere che è stato nominato un fratello di un forzista. Luigi Annunziata, direttore pressato dai coniugi Mastella affinché nominasse gente compiacenti a questi ultimi, sostiene che “l’ospedale già sta male e le persone che stanno intorno a Clemente sono tutte peggio di me e non si può abbassare il livello dei primari sistemando il neurochirurgo della signora Mastella che è uno sconosciuto di 56 anni”.

Se non si vuole avere grane con la giustizia basta che si hanno comportamenti etici impeccabili e non abusare del potere politico che i cittadini conferiscono.

 

 

 

Raffaele Zanfardino

 
 
 

 

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