“Berlusconi inadatto”. L’Economist non diffamò il premier  
 

26 Aprile 2001. Vigilia delle elezioni politiche in Italia che sancirono la netta vittoria di Berlusconi e l’inizio del Berlusconi II. L’Economist titola in copertina:”Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy”. Traduzione: “Perché Silvio Berlusconi è inadatto  guidare l’Italia”. All’interno c’era un’ articolo che criticava l’attuale Premier per il suo conflitto di interessi (nell’articolo sono elencati tutte le proprietà, all’epoca, di Berlusconi: Mediaset, Mediolanum, Mondadori, Medusa, Blockbuster Italia, Pagine Italia, Edilnord, New Media e A.C. Milan) e per i suoi processi in corso (all’epoca 9).

 

Il presidente del Consiglio partì subito, nel luglio 2001,  con una querela per diffamazione. Il 26 agosto di quest’ anno, però, il giudice del tribunale di Milano ha accertato nella sentenza che tutto ciò che ha scritto l’Economist rientra nel “libero ed insindacabile esercizio del diritto di manifestazione del pensiero riconosciuto e tutelato dall’ art. 21” della Costituzione assolvendo il settimanale britannico. Inoltre, Berlusconi dovrà pagare 25mila euro di spese processuali all’Economist.

 

La sentenza è disponibile cliccando qui  mentre l’articolo incriminato, tradotto in italiano, è disponibile cliccando qui.

 

 

 

 

Raffaele Zanfardino

 
 
 

 

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