Adunata

 
 

Otto milioni di firme da brandire come le mussoliniane baionette per spezzare le reni al nemico.
C'è qualcosa di nuovo , anzi di antico nell'evento-kermesse che ha segnato la nascita dell'ennesima novità del panorama politico nostrano : il Partito del popolo della libertà o come sarà cura del gran timoniere denominarlo.
Testimonianza inoppugnabile del vecchiume che avvolge questa ennesima baracconata è la quasi immediata professione di fede nelle taumaturgiche virtù del sistema elettorale proporzionale sub specie teutonica.
Il fatto che poi , in Germania esso abbia condotto ad una convivenza a dir poco problematica tra due partiti antitetici pare non importare al geniale demiurgo.
Ma , forse, l'intento è esattamente questo : accordarsi con il nemico per poter sgovernare l'Italia, evitando, nel contempo, che qualsiasi germe di libertà possa davvero vivificare uno sterile deserto.
Come trecartari professionisti, i signori della politica e dell'antipolitica ( ricordiamo , en passant, l'oscena buffonata grillesca sulla reintroduzione della preferenza )con un ritmo sempre più vertiginoso ed ubriacante elaborano incomprensibili formule alchemiche buone solo a garantire la sopravvivenza della multiculturale baraccopoli partitocratica.
Per tutti costoro oltremodo importante l'esercizio costante del rito esoecistico volto a scongiurare l'unica vera rivoluzione possibile : l'affermazione , auspicata dalla maggioranza assoluta degli elettori italiani, del bipartitismo uninominale anglosassone.
" Non è possibile mentire a molti per molto tempo ".
La celeberrima massima di Abraham Lincoln ci incoraggia, per lomeno, ad operare affinchè questo evento possa avere luogo, anche se tutto sembrerebbe congiurare contro...
 



Lafayette