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Partito democratico:si comincia male |
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Ormai è tutto pronto per il Partito Democratico che secondo Fassino “sarà una forza laica,di sinistra e riformista e non sarà la semplice unione di Ds e Margherita”. Un progetto di cui anche il capo del Governo,Romano Prodi, ne dice un gran bene. Veniamo nel dettaglio. Innanzitutto bisogna dire che all’interno dei Ds e Margherita c’è il rischio scissione:l’esempio di Mussi è sotto gli occhi di tutti. Il 21 Aprile si è aperto il congresso dei Ds cui era presente anche Silvio Berlusconi trattato benissimo dalla folla (aria di inciucio?A proposito, ma il ddl Gentiloni che fine ha fatto?) che ha anche dichiarato che “quello del Partito democratico è un grande progetto e spero che abbia successo. Inevitabile che anche nella Casa Delle Libertà si dovrà andare nella stessa direzione”. Si è detto che il Pd dovrà essere aperto ai giovani: un’idea ottima e apprezzabile,certo,ma se si va a vedere la carta d’identità dei big è tutta un’altra musica. Massimo D’Alema ,Presidente dei Ds,ha 58 anni;Piero Fassino,Segretario nazionale dei Ds,il 7 Ottobre avrà 58 anni anche lui;Romano Prodi,che addirittura secondo molti sarà il leader del Partito democratico ha 67 anni;Walter Veltroni,personaggio di spicco dei Ds e forse futuro leader del Governo di centro-sinistra dopo Romano Prodi,ha 51 anni. In area Margherita spiccano Francesco Rutelli,presidente e leader nazionale della Margherita, che ha 52 anni e il campano Ciriaco de Mita,deputato Dl,di anni ne ha ben 79.A conti fatti, di trentenni,per non parlare dei quarantenni , nemmeno l’ombra. Inoltre sorge un altro dubbio:la collocazione europea. Il presidente del partito socialista europeo, Rasmussen,ha dato il benvenuto al Pd ma il problema è convincere la Margherita e i cattolici vecchi democristiani all’interno del partito. Rutelli non a caso ha già dichiarato con molta ambiguità che “per noi è impossibile l’ingresso nel Pse,con cui però ci vogliamo alleare”. Sarà poi possibile unire vecchi democristiani della Margherita ai vecchi comunisti dei Ds? Non a caso, Boselli, che ha respinto l’idea di entrare nel Partito democratico,ha dichiarato:” Fassino è stato molto ambiguo sui contenuti che dovrebbe affrontare il Pd.E’ stato imbarazzato per esempio sul tema della laicità dello Stato”. Inutile dire che di ambiente si è parlato poco o nulla come ha dichiarato anche Marco Travaglio in una puntata di Annozero:ormai è un tema che non fa più parte dei programmi di tutti i partiti politici,o quasi. La giustizia?Guardiamo un po’ il passato di due big:uno per parte. Nel 1985 D’Alema ricevette 20 milioni delle vecchie lire dal miliardario barese Francesco Cavallai che fu condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. I 20 milioni erano destinati al PCI di cui D’Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D’Alema fu inquisito,ma a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995,il procedimento fu archiviato dal giudice per le indagini preliminari Concetta Russi. Lo stesso D’Alema ammise l’episodio ma solo quando il reato era destinato a cadere in prescrizione. Nello stesso 1995 “Il Giornale” scoprì “Affittopoli”:enti pubblici davano in locazione a Vip appartamenti a prezzi agevolati .D’Alema dopo una durissima campagna mediatica lasciò l’appartamento per comprare casa a Roma. Ciriaco De Mita,invece,grazie all’amnistia del 1990 si è salvato dalle conseguenze penali dei finanziamenti illeciti confessati dal tesoriere della Dc (Severino Citaristi) di cui era segretario. Inoltre De Mita è stato imputato a Roma per corruzione per i lavori della centrale Enel di Gioia Tauro(raeto caduto in prescrizione nel 1999).Ha avuto anche altri processi ma tutti sono finiti tranne uno:De Mita è accusato per un presunto giro di tangenti pagate a politici dal gruppo di Tanzi per un progetto,poi tramontato, finalizzato alla costruzione nel 1995/96 di una joint venture fra la Cit Viaggi delle Ferrovie dello Stato e la decotta Parmatour. C’è da dire,però, che De Mita si è sempre dichiarato innocente. Non a caso Di Pietro,che avrebbe voluto far parte del Pd, ha dichiarato che “la prima regola del Partito Democratico dovrebbe essere che i condannati stiano fuori dal Parlamento”.
Raffaele Zanfardino |
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