Nemo propheta in patria

 
   

Fa impressione il silenzio assordante del Vaticano e dei suoi
solitamente loquaci sicofanti in merito al conferimento del Nobel
per la Medicina al ricercatore italo-americano Mario Capecchi,
premiato assieme ai suoi colleghi Evans e Smithies per gli studi e
le scoperte sulle cellule staminali embrionali.

Chissà, crederemmo ad una improvvisa e provvidenziale resipiscenza
se non fosse che una coscienza bisogna pur avercela per ritrovarla
dopo un temporaneo obnubilamento ...

Del che assai dubitiamo visto il torrente di incredibili menzogne
propalate non più tardi di un paio di anni fa quando, a reti
unificate, lorsignori si permettevano di instaurare paragoni
bestiali tra i migliori cervelli della scienza mondiale e i
famigerati medici dei campi di sterminio nazisti !

Questa volta , non potendo urlare allo scienziato pazzo, vista
l’autorevolezza della cornice internazionale in cui il tutto è
maturato, si ricorre alla tattica consolidata della
minimizzazione.

Una sensazione corroborata dalle parole imbarazzate del Professor
Vescovi ( uno dei più acerrimi avversari dei quesiti referendari
anti Legge 40 ) rilasciate quest’oggi al quotidiano “ La
Repubblica “ . “ Su questi temi ( l’eventuale utilizzo delle
cellule staminali embrionali umane oltrechè di quelle animali )
dovremmo essere tutti un po’ più sereni “.

Appunto, servirebbe un po’ di serenità anche a coloro che, con i
loro assurdi veti ideologici, oltrechè con la mancanza di
lungimiranza nella gestione delle ( poche ) risorse disponibili,
condannano quotidianamente a morte la ricerca scientifica e le
speranze dei tanti malati...



Lafayette