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Il
sindaco di San Fior, De Martin, ha deciso di far pubblicare sui giornali
le foto della targa di coloro che accostano per contrattare una
prestazione di carattere sessuale con le c.d. lucciole. Circostanza che
ci riporta a quel famoso scandalo che, non troppo tempo fa, coinvolse
Sircana. In tal caso il Garante della privacy si preoccupò di vietare la
diffusione di notizie che offendano la dignità umana e che riguardino la
sfera sessuale e la vita privata delle persone. Chi viola questo diktat
rischia il carcere (da 3 mesi a due anni). Decisione che condivido:
Tutti i cittadini hanno diritto di essere trattati in modo uniforme di
fronte alla legge. Anche chi compie un illecito gode, in linea di
massima, dei diritti della persona che il nostro ordinamento giuridico
attribuisce al singolo.
La legge 31.12.1996 n. 675 "Tutela delle persone e di altri soggetti
rispetto al trattamento dei dati personali" garantisce che il
trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e
delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche,
con particolare riferirmento alla riservatezza e all'identità personale.
Non esprimendo giudizi morali sull'appropriatezza dell'uso della "gogna
mediatica" come sanzione alternativa, ritengo che il provvedimento sia
alquanto lesivo della dignità della persona. Che la legge si occupi
della pura certezza della pena prevista e di stroncare il traffico
all'origine. Punire i clienti indica un certo giustizialismo ed una
certa superficialità, soprattutto se si crede di poter così migliorare
la posizione delle ragazze, tra le quali molte minorenni, sfruttate che
sarebbero inevitabilmente traferite o addirittura riciclate per altri
scopi illeciti ben più gravi.
Sta però al Garante dimostrare se siamo davvero tutti uguali di fronte
alla legge oppure se, quest'ultima, per alcuni è più uguale che per
altri.
Ilaria Garosi |
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