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Nel dare
gli ultimi saluti ad un anno stanco dalle svariate battaglie dalle quali
raramente è uscito vittorioso è ancora più conturbante leggere
l'ennesima e ripetitiva intervista al Cardinale Bertone.
Il beneamato Monsignore stavolta non risparmia nessuno e, sentendo la
poltrona tremare, si lascia andare a qualche ruffiano elogio ai grandi
leaders comunisti del passato.
I temi trattati sono, tanto per cambiare, l'etica e la morale.
Nell'intervista si punta però a sottolineare la malvagia dei laicisti
all'interno del neonato PD che, con aggressività, si presterebbero a
spingere la famiglia "naturale" fuori dal contesto sociale favorendo
invece altre forme di unione.
Complice in tale impresa è anche la stampa che, assolvendo al proprio
compito di informazione, illustra giorno per giorno le più effimere
tragedie familiari denigrando così il sanamente laico istituto del
matrimonio.
Non poteva però mancare la pronta replica alle denigratorie accuse di
interferenza con la vita politica dello Stato Italiano.
Bertone ammette di aver discusso con Veltroni di questioni eticamente
sensibili, come già ci era ben noto, pregandolo di portare la moralità
(cattolica) al centro del PD.
Di moralismo parlando non possiamo non citare la norma anti-omofobia
che, secondo l'intervistato, porterebbe al riconoscimento di altre forme
di orientamento sessuale pericolosamente blasfeme.
Apriamo dunque le porte alla discriminazione e chiudiamo la finestra
sulla realtà. Particolarmente grave è questo ultimo concetto che da'
eccesso al libero arbitrio a danno dell'uguaglianza auspicata dalla
nostra Costituzione.
Si legittima infine lo strano comportamento dei politici che, di
sovente, si recano presso la Santa Sede per chiedere pareri e consigli
che si negano essere "direttive".
In quale altro Stato democratico coloro che ricoprono una funzione
istituzionale si recano con tali intenzioni presso esponenti di spicco
di un altro Stato che, per di più, ha una forma dittatoriale?
La giustificazione secondo Monsignor Bertone sarebbe la custodia,
affidata alla Chiesa, del famigerato "diritto naturale".
Tale dottrina, sebbene dovesse essere l'adattamento della legge (diritto
positivo) ad ogni situazione creatasi in natura, ha assunto con il
passare dei secoli il significato di una subordinazione del diritto alla
teologia: unica scienza in grado di distinguere il bene dal male.
La cura dell'omosessualità abusivamente praticata da molte comunità
cattoliche come elemento simbolo dello stato di involuzione liberale in
cui i vari dogmi integralisti ci hanno gettato rappresentano nella
nostra società un principio di violazione del diritto naturale in
quanto, come riconosciuto, l'omosessualità non è una malattia né una
deviazione.
La Chiesa è quindi sì una risorsa, ma una mera risorsa di potere dalla
quale trarre voti in cambio di favori che tanto mi ricordano
l'affermazione di un certo potere temporale.
Ancora più spaventoso è trarre l'essenza di queste dichiarazioni:
Che forma di Stato desidererebbe Bertone per l'Italia?
Uno Stato dove gli omosessuali siano liberamente discriminabili
Uno Stato dove la stampa assuma una funzione propagandistica
Uno Stato dove la Chiesa sia in grado di dettare valori ai quali il
diritto positivo si dovrebbe adeguare
La risposta viene da sé...
Ilaria G |
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