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La vicenda di Europa 7 |
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Europa 7 è un canale a cui viene data,nel 1999, la
concessione per trasmettere in Italia,revocando quindi quella di
Retequattro.Per legge,quindi,Francesco Di Stefano,editore di Europa 7,
dovrebbe usare le frequenze che sono di Retequattro ma il governo di
centro-sinistra dell’epoca sembra ignorare la legge. Nel 2002 c’è una
sentenza della Corte Costituzionale; viene stabilito che i programmi di
Europa 7 devono iniziare entro il 31 Dicembre 2003;viene approvato,però,
un decreto firmato in fretta e furia dall’ex Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi il 23 Dicembre 2003 in cui vengono prorogati i
termini fino a data da destinarsi. Di Stefano,volendo far valere le sue
ragioni, ricorre al Consiglio di Stato che gli dà
ragione;successivamente,vista l’inerzia dei politici italiani, ricorre
anche alla Corte di Giustizia Europea:anche qui gli danno ragione. Nel
2006 da un governo di centro-destra si passa a un governo di
centro-sinistra e,dopo una strenua resistenza contro il giudizio della
Corte di Giustizia Europea si va all’udienza. Lo Stato Italiano si batte
per difendere le ragioni di Rete quattro e difendere la legge Gasparri(
una legge sulle televisioni fatta ad hoc per Silvio Berlusconi) e per
questo motivo viene messa in mora dalla Commissione Europea. Il ministro
delle comunicazioni Gentiloni,in orbita Margherita, mantiene per ora lo
status quo ma ha partorito un disegno di legge sulle
televisioni,chiamato appunto ddl Gentiloni,che sostiene Beppe
Grillo,”lascerebbe le cose come stanno”. Per Di Stefano quindi il
calvario sembra non finire mai. Raffaele Zanfardino |
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