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I morti sul lavoro |
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4 lavoratori al giorno
moltiplicati per 300 (togliamo qualche giorno festivo) corrispondono più
o meno 1200 lavoratori defunti ogni anno sul luogo di lavoro. Se uno
sopravvive al traffico (20 morti al giorno) e arriva sul cantiere non
può lamentarsi. Ha comunque aumentato la sua possibilità di
sopravvivenza. Ma se viene solo ferito e portato all’ospedale la
situazione si fa critica, perchè una parte delle infezioni mortali è
contratta proprio in ospedale. E’ una giungla d’asfalto e di virus.
Dodici anni fa il governo ha emanato un decreto legge, Dlgs 626/94,
sulla sicurezza e igiene sul lavoro. E’ stata creata la figura del
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Figura spesso
malvista dal datore di lavoro, che pensa ai costi, e talvolta anche dai
lavoratori che preferiscono non sottoporsi a norme anche quando
dovrebbero farlo. Osservate nei cantieri quanti portano il casco pur
avendolo in dotazione. Mancano dei controlli. Le sanzioni sono rare e
insufficienti. Manca una cultura della sicurezza e igiene sul luogo di
lavoro. Una cultura che andrebbe insegnata a scuola e diffusa dai media
con grande importanza. I morti sul lavoro sono una contraddizione in
termini, non dovrebbero esistere. Quattro morti al giorno
all’imprenditore tolgono i costi (sulla sicurezza) di torno, ma restano
le bare. Nelle settimane scorse a Pisa un operaio è morto schiacciato
sotto tre lastre di vetro, un altro è morto investito da un Tir mentre
falciava l’erba sull’autostrada del Brennero, un muratore è morto a
Frosinone cadendo da un’impalcatura. Ci sono anche gli infortuni non
mortali, che possono però causare danni irreversibili. Sono un milione
all’anno, una bella cifra tonda. Facile da ricordare. Vero che l’Iraq
sia importante, che l’Afghanistan sia fondamentale, che il Kosovo sia in
agenda. Ma la strage sul lavoro non ha la sua importanza? Per essere un
morto buono per i titoli dei tg e dei giornali e per i segretari di
partito bisogna fare il militare?E’ nata un’associazione, la “Rete degli
Rls”, formata dai Rappresentanti per la sicurezza regionali, per
promuovere la sicurezza sul lavoro. E' stato chiesto a Ballarò di
affrontare il tema, nessuna risposta al momento. Così pure dai
quotidiani nazionali. Raffaele Zanfardino |
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