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I fitti misteri sulla Eminflex |
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Molto spesso quando guardiamo un programma TV
vediamo la pubblicità di un materasso a molle molto famoso.Si chiama
Eminflex. Ed è il vero «caso di scuola» delle televendite, la più
clamorosa e inspiegabile «success story» del telecommercio, che andrebbe
studiata alla Bocconi, oltre che in procura della Repubblica.La Eminflex
è oggi la prima azienda italiana produttrice di materassi, con un
fatturato di 150 milioni di euro. Vende a domicilio attraverso le reti
televisive di Mediaset, sponsorizzata da Mike Bongiorno, Rita Dalla
Chiesa, Iva Zanicchi, Patrizia Rossetti, Giorgio Mastrota, Claudio Lippi
e altre stelle e stelline delle Tv di Berlusconi. Il superimprenditore
di Budrio (Emilia Romagna) artefice di questo incredibile successo si
chiama Giacomo Commendatore. Della stessa famiglia Commendatore citata
in un rapporto del Ministero dell'Interno del 1997 come una delle
«centrali criminose dell'Emilia Romagna» riconducibile «al clan di
Giacomo Riina», che della Eminflex è stato contabile. Scaturita dalla
Centroflex di Carmelo e Francesco Commendatore, accusati di rapimento
(l'uno condannato a 13 anni, l'altro assolto per insufficienza di
prove), con il rapito nascosto in un fondo di Luciano Liggio, l'origine
della Eminflex è stata spiegata con dovizia qualche anno fa in
un'inchiesta del "Diario" di Enrico Deaglio a firma di Giuseppe "Bascietto".
Con un interrogativo irrisolto: come fa un'azienda ad avere incrementi
di fatturato del 694 per cento come quelli segnalati da un rapporto del
Gico della Guardia di Finanza negli anni 1990-1994? Attraverso «l'idea
vincente della televendita», garantisce Giacomo Commendatore. Certo,
adesso con 150 milioni di euro di fatturato si capisce che la Eminflex,
che ha acquistato la Permaflex di piduista memoria, possa pagare a
Mediaset 30 milioni di euro e possa permettersi Mike Bongiorno. Ma
prima? Com'è approdata alle Tv di Berlusconi una piccola azienda di
materassi, apparentemente senza soldi e con una fama non tra le più
"specchiate", a stare ai rapporti di polizia?Ci sono anche un paio di
pezze d'appoggio: la sentenza del giudice di Bologna Arnaldo Rubichi,
che ha assolto gli autori di "Quaderni di città sicure"; i rapporti del
Ministero dell'Interno e del Gico della Guardia di Finanza; "Mafia,
Camorra e N'drangheta in Emilia Romagna" di Enzo Ciconte, "Besame mucho"
di Enrico Deaglio, l'inchiesta del "Diario" del 19.10.2001. Chi vuole
indagare? Zanfardino Raffaele |
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