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Corruzione: Italia seconda nell’UE |
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Qualche giorno fa è uscito il rapporto annuale della Organizzazione non governativa Transparency International sulla corruzione. Dai quei dati risulta che una persona su dieci ha dovuto pagare una tangente nell’anno 2006 e metà della popolazione di 60 Paesi in tutto il mondo pensa che i partiti politici, parlamenti e sistema giudiziario siano corrotti. La situazione italiana non è affatto delle migliori: posto un indice di corruzione, con valori che vanno da uno a cinque, i partiti hanno un valore di ben 4,2 rispetto alla media europea di 3,7. Siamo secondi dietro solo alla Bulgaria. La corruzione non coinvolge solo imprese e mondo politico poiché non è così circoscritta come si potrebbe pensare. Non a caso Nell’Unione Europea il settore più colpito è quello della Sanità mentre negli Stai Uniti è la giustizia e, dispetto di ciò che pensa la popolazione e del caso italiano, i settori meno colpiti sono proprio il sistema legislativo e i partiti politici. Suddividendo in zone geografiche il mondo a guidare la classifica è l’Africa, con un livello di corruzione pari al 42%, poi ci sono Russia, Ucraina e Moldavia con il 25%, poi le zone asiatiche con il 22%, il Sud America con il 18%, l’Europa sud-orientale con il 12%, l’UE con il 6% e infine fanalino di coda il Nord America con il 3%. I paesi più “puliti”, com’era prevedibile, sono Finlandia, Islanda e Nuova Zelanda. Secondo Transparency International a pagare le conseguenze del malaffare sono le fasce più povere della popolazione poiché “le famiglie indigenti sono le più toccate dalla richiesta di tangenti” e i disservizi derivati da ciò ricadono sui più bisognosi. Da annotare nonostante tutto che rispetto a tre anni, anno 2004 c’è stato un regresso della corruzione a tutti i livelli considerati.
Dati tratti dal sito http://www.transparency.org
Raffaele Zanfardino |
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