|
Pechino frena sulla pena di morte |
|||
|
Un nuovo spiraglio si apre nella battaglia sulla
pena di morte. E', infatti, di pochi giorni fa la notizia che la Cina ha
deciso di adottare la pena di morte solo in casi molto gravi. La corte
suprema ha così sentenziato: "La pena capitale deve essere riservata
solo ad un numero estremanente ridotto di chi si è reso responsabile di
reati gravi". Questa sentenza ha così permesso di depenalizzare i reati
finanziari o i vari delitti passionali. Secondo le nuove disposizioni,
infatti, per i delitti passionali non scatta subito la condanna a morte
se c'è un adeguato risarcimento ai parenti della vittima. Chi è stato,
invece, condannato per reati finanziari evita la condanna a morte solo
se collabora con le autorità giudiziarie. Questa decisione arriva dopo
le forti critiche che da anni riceve la Cina per le molteplici condanne
eseguite. Si conta che nel 2006 sono state eseguite ben 5000 condanne e
che nel 2005 in Cina le condanne a morte eseguite sono state l'80% di
quelle portate a termine in tutto il mondo. Le nuove disposizioni,
comunque, portano avanti ancora l'idea della necessità della pena di
morte per frenare i crimini. La novità sta, anche, nel fatto che ora la
Corte suprema ha il potere di annullare una condanna a morte: fino ad
oggi, la decisione era affidata alle corti provinciali, più volte
accusate di aver dato giudizi molto arbitrari e di aver condannato un
numero alto di innocenti. Giuseppe Delle Cave |
|||