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Dopo
il monito ai giornalai sul divieto assoluto di vendere materiale pagano
per l'offensiva festa di Halloween arriva la direttiva ad una categoria
socialmente ben più influente: i farmacisti.
Il divieto è implicitamente diretto a bloccare la vendita della pillola
del giorno dopo.
Tale farmaco, secondo la curia vaticana, costituirebbe oggetto atto a
dar luogo ad una "lecita" obiezione di coscienza poiché l'assunzione
impedirebbe lo sviluppo del feto costituendo, in pratica, una forma di
aborto.
Forse i nostri cari amici non si sono informati a sufficienza
lasciandosi invece troppo influenzare dalla denominazione del farmaco.
La pillola "del giorno dopo" implica sì una soluzione post factum ma non
di tipo abortivo.
L'azione nell'organismo si limiterebbe al semplice differimento
dell'ovulazione, impedendo l'incontro tra l'ovulo e lo spermatozoo
finché esso è in vita.
Insomma si parla di una normale misura anticoncezionale adottabile in
extremis ma assolutamente da non confondere con la famigerata RU-486
annoverabile invece nella categoria dei farmaci abortivi.
Precisazioni a parte mi domando dove andremo a finire se anche coloro
che, sebbene privatamente, assolvono ad una funzione pubblica si
ritengono legittimati ad esercitare un'arbitraria obiezione di coscienza
dettata esclusivamente da dogmi non unanimamente condivisi.
In realtà l'obiezione esiste ma spetta esclusivamente al medico che,
secondo il comitato nazionale per la bioetica (sebbene non abbia valore
legale) , può rifiutarsi di prescrivere il medicinale.
Una ulteriore negazione avrebbe il mero scopo di rendere difficoltosa la
reperibilità del farmaco che, si sa, per essere efficace deve essere
assunto il prima possibile.
Date le code, i turni, e l'esiguo numero di farmacie presenti in taluni
paesi mi chiedo come dovremo attrezzarci per garantire a tutti i
cittadini, cattolici compresi, l'innegabile diritto alla salute fisica o
psicologica che sia.
Arriveremo al punto di dover esporre targhette informative sui vetri
delle farmacie riportanti le rispettive scritte "Farmacia laica" o
"Amici del Vaticano"?
Oppure i soliti noti si mobiliteranno per distribuire vari elenchi di
farmacie dove la pillola è liberamente acquistabile?
Ancora una volta dogmi e presunzioni di parte influiscono su un diritto
collettivo costituzionalmente garantito, ponendo ulteriore stress
emotivo sulle spalle di chi, data la difficile decisione, già ne subisce
abbastanza.
Ma ciò che più spaventa è che tali ideologie, come ogni proibizionismo,
finiscono per favorire inesorabilmente l'effetto contrario.
Ricordando che nel nostro Paese, volete per mancanza di informazione o
di responsabilità, l'uso dei metodi contraccettivi coinvolge solamente 1
donna su 3, non è difficile capire che una crociata contro la pillola
del giorno dopo porterebbe facilmente a risoluzioni molto più drastiche.
Boicottare qualsiasi metodo di contraccezione ed allo stesso tempo
esigere il totale abbandono della pratica abortiva è pura ipocrisia
schifosamente degna di un Paese che in tutte le sue sfaccettature, da
sempre, pretende la botte piena e la moglie ubriaca.
Ilaria Garosi |
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