|
Basta un blog per finire in carcere |
|||
|
Un altra brutta storia di
oppressione arriva alle nostre orrecchie senza che faccia alcun minimo
rumore.Un altro esempio di come è difficile dire la verità quando sotto
ci sono forti interessi. Questa volta è toccata a Kareem Amer,22
anni,egiziano,che è in carcere ormai da molti mesi con l'accusa di aver
offeso l'Islam e il Presidente dalle pagine del suo blog. Ormai in tutti
i paesi dove dominano forme di potere come le oligarchie illiberali i
blogger sono nell'occhio del ciclone. Non possono dire una parola fuori
posto che subito scatta il carcere e finiscono per essere trattati come
dei pericolosi criminali. Dall'interrogatorio fatto al giovane blogger
emergono dei dettagli non molto chiari;il giovane è stato costretto a
dire la sua sul conflitto in Darfur. Cosa può centrarci mai??? Gli
inquirenti ancora lo devono capire. Certo è il fatto che questo
trattamento riservato al giovane egiziano non è l'unico caso di divieto
di manifestare liberamente il proprio pensiero. Non andando molto
lontano possiamo citare il caso di un giovane tunisino, seviziato dalle
forze speciali per ottenere la password del sito dove aveva pubblicato
un quiz irriverente nei confronti del presidente tunisino. Anche in Iran
o a Cuba si susseguono arresti per insulti contro le autorità. Tutto
questo a noi italiani ci riporta indietro di una ottantina di anni
quando in Italia per opera del regime fascista cominciò un lento ed
inesorabile cammino verso l'eliminazione della libertà di pensiero. Dove
si veniva arrestati per un banale sciopero e tutto in nome della tutela
del diritto all'ordine pubblico. Un diritto che non aveva nessuna dimora
costituzionale ma che veniva usato dal regime fascista per annullare
tutti gli avversari. Purtroppo a distanza di molti anni ancora non si
riesce a comprendere gli errori per non ritornare a sbagliare. Giuseppe Delle Cave |
|||