Si pente il padre della legge sull'aborto

 
 

 

Quando nel 1967 entrò in vigore, in Inghilterra, l'Abortion Act nessuno avrebbe mai pensato che dopo 40 anni ci si potesse trovare davanti ad una situazione così grave, nemmeno il padre della suddetta legge.

Lord Steel, liberaldemocratico, ha parlato al Guardian sostenendo che troppi aborti vengono praticati nel Regno Unito. Le cifre sono impressionanti.

Nel primo anno dall'attuazione della legge ci furono 55.000 aborti, nel 2005 ci sono stati 194.000 aborti. Una crescita vertiginosa che ha allarmato non poco l'opinione pubblica e anche alcuni parlamentari.

Infatti, la responsabile per la salute pubblica, Dawn Primarolo, ha dovuto replicare in parlamento ad un gruppo di deputati che chiede un abbassamento dei limiti previsti dalla legge. Il ministro ha difeso fermamente questo limite, ma non sembra aver convinto i parlamentari e soprattutto le tanti associazioni anti-abortiste che da tempo lottano per una revisione di quei limiti.

Lord Steel parla di una irresponabilità diffusa nelle donne del regno unito che usano l'aborto come metodo contraccettivo. Ormai le donne non vedono l'aborto come una scelta morale difficile ma solo come una normale procedura di routine.

E su questo ultimo punto si è fatta sentire anche la Chiesa Anglicana con l'arcivescovo di Canterbury e con lui anche tutti i cardinali della Chiesa Cattolica, che avevano diffuso una lettera aperta all'opinione pubblica per sottolineare la gravità di questa tendenza.

 

                                                                                                              Giuseppe Delle Cave